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Turismo del benessere: un settore in continua crescita

Il settore del turismo del benessere è in netta crescita. Questo quanto emerge dalle stime diffuse dal Global Wellness Institute, il quale afferma che questo fenomeno si sta espandendo rapidamente negli ultimi anni, al doppio della velocità rispetto al resto del mercato turistico.


Cosa si intende, però, per turismo del benessere?

Per capire cosa si intende per turismo del benessere partiamo dalla definizione di "benessere" data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’OMS inquadra il benessere come uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale, non legato quindi alla sola cura di uno stato di malattia come banalmente si potrebbe pensare. L’OMS promuove infatti l’adozione di corretti stili di vita, di comportamenti sani, atti a migliorare il proprio stato di salute globale. 

Il settore del turismo del benessere è in forte crescita anche e soprattutto per il tipo di vita che ogni giorno mette a dura prova ognuno di noi. 

Lo stress nella vita quotidiana o in quella professionale sta raggiugendo picchi elevatissimi, specie dopo due anni di pandemia, lockdown, telelavoro e chiusure generalizzate.

Insieme allo stress, quasi di pari passo e anche come conseguenza, stanno aumentando le richieste per terapie di tipo olistico. In sostanza la propensione ad organizzare viaggi rilassanti per “staccare la spina” è sempre più attuale.

I viaggiatori, infatti, hanno iniziato a inserire gradualmente nelle loro fughe dei momenti dedicati alla cura della propria persona.


Chi è il wellness traveler?

Parliamo soprattutto di individui della generazione “baby boomers” (dai 50 ai 70 anni circa), interessati a percorsi anti età, spa e massaggi.

Grazie ai dati diffusi dal GWI è possibile tracciare un identikit del turista del benessere abbastanza accurato. Si tratta di persone che spendono molto di più per ogni viaggio rispetto al turista medio, sia per mete nazionali che internazionali. 

Esistono due tipi di viaggiatori alla ricerca del benessere:

-          Quelli primari, il cui obiettivo è migliorare la propria condizione psicofisica e che, per raggiungere questo scopo, scelgono mete e strutture funzionali, dotate di servizi ad hoc

-          Quelli secondari, che vorrebbero rimanere in forma e cimentarsi con attività benefiche anche durante la vacanza, che non è però orientata in primo luogo al benessere personale


Il turismo del benessere in numeri

Nel 2017 il turismo del benessere rappresentava un mercato dal valore globale di 564 miliardi di euro, con 830 milioni di viaggi intrapresi, 139 milioni in più rispetto al 2015.

Le proiezioni pre Covid-19, mostravano una crescita di questo settore del 7,5% fino al 2022. 
Stime che per forza di cose hanno subito un piccolo rallentamento: viaggiare è oggi più complicato, specie se la meta è fuori dal proprio territorio nazionale.

Prima dell’avvento del Coronavirus, il GWI calcolava una spesa per il turismo del benessere superiore ai 919 miliardi di dollari nel 2022, con il 18% del mercato globale occupato da questo specifico settore.

È ancora lecito immaginare questo scenario? Probabilmente si, poiché la voglia di tornare a stare bene o rilassarsi è ancora più forte, così come è ormai chiaro il concetto di stile di vita sano, indispensabile per tutelare la nostra salute fisica, mentale e sociale.

L’Europa è il continente prescelto per questa tipologia di viaggi, con un volume di spesa pari a 185 miliardi di Euro.

Il turismo del benessere secondario, stando agli ultimi rilevamenti, vanta un tasso di crescita annuale del 10%, maggiore rispetto al mercato primario che si ferma all’8%. 


L’evoluzione del turismo del benessere

Fatte queste premesse è ora opportuno analizzare lo sviluppo di questo tipo di turismo.

Il viaggiatore del benessere può oggi contare su un sistema di accoglienza sempre più integrato ed evoluto. Sono tante le partnership nate tra hotel e attività quali spa, centri wellness, ristorazione, società sportive e medicina olistica. Questa trade union permetterà al turista del benessere di poter inserire nella propria vacanza tutti quegli elementi che pian piano stanno entrando a far parte del proprio stile di vita e, le aziende che hanno intercettato questa necessità, si stanno già organizzando per poter mettere in campo un’offerta valida e intelligente. Il meccanismo è molto semplice, è quello di sempre: sale la domanda, aumenta l’offerta. 

A trarne vantaggio, però, non sono soltanto le grandi catene alberghiere o i grandi nomi dell’imprenditoria, ma anche e soprattutto le eccellenze territoriali. Ogni regione, ogni località, ha delle peculiarità che possono essere sfruttate nel settore del turismo benessere. Basti pensare alle sorgenti termali, all’enogastronomia, il cibo.

Questi vantaggi si riflettono sia sul turista sia sulla popolazione locale, la quale diventa parte del meccanismo di accoglienza del viaggiatore che ama calarsi nell’identità e nella cultura di un paese, una città, un territorio. Chi visita un posto cerca spesso un contatto con chi popola e vive quel luogo, cerca la sua autenticità, la sua caratteristica specifica. 

Il concetto di relazione umana, secondo il Global Wellness Tourism Economy, tornerà ad essere centrale: i futuri viaggiatori del benessere, si legge nel rapporto da loro diffuso, vedranno sempre più un parallelo tra la trasformazione personale e le relazioni sviluppate durante il viaggio.


Il Turismo del benessere in Italia

Attività fisica, escursioni, spa, riposo, mindfulness e cibo sano sono e saranno sempre più il cuore pulsante del turismo del benessere. L'Italia, date le sue caratteristiche territoriali e culturali, è una meta perfetta per chi è alla ricerca di questa tipologia di vacanza. Basti pensare che il nostro Paese nel 2017 ha fatturato ben 11,6 miliardi di Euro solo in questo settore, con un volume di impiego di circa 150 mila persone. Il mercato del turismo del benessere è dunque florido e in ascesa. La salute, ce lo insegna la pandemia Covid, è un bene inestimabile, ricercato da un numero sempre maggiore di viaggiatori.