il glutine: meglio con o senza?

Facciamo chiarezza sulla moda del "Gluten Free"

Il glutine, miscela complessa di centinaia di proteine ​​correlate tra loro, nonché componente principale che garantisce “elasticità” e “viscosità” all’impasto, è presente in numerosi cereali tra cui il frumento, farro, segale, orzo e, ovviamente, nella farine che si ricavano da essi. 


Esistono diversi disturbi legati alla presenza del glutine negli alimenti e tra i principali si annoverano la celiachia, classificata come allergia, e l’intolleranza al glutine caratterizzata da un’ipersensibilità a questa molecola ma che, a differenza della precedente, non coinvolge il sistema immunitario.

Alcuni studi hanno evidenziato come nell’ultimo decennio sia aumentata l’autodiagnosi di disturbi legati al glutine la quale non rappresenta altro che il punto partenza per diete inappropriate “gluten free”.

 

Se per il celiaco la dieta senza glutine è essenziale ed è l’unica soluzione compatibile con la vita, per chi non presenta particolari problematiche e, soprattutto, non ha ricevuto diagnosi certa di disturbi legati al glutine, non ha senso prediligere un’alimentazione gluten-free

 

Perché?

  • Tutti gli alimenti contenenti glutine sono fonti di importanti micronutrienti che verrebbero automaticamente esclusi dalla nostra dieta. 

  • Il glutine è presente in tutte quelle categorie di alimenti che presentano un carico glicemico più basso. I prodotti senza glutine, invece, sono ricchi di zuccheri semplici. 

  • Attenzione ai prodotti Gluten-Free! Ormai sono numerose le campagne pubblicitarie contro il glutine e quelle che pubblicizzano prodotti gluten-free ma che, in termini qualitativi, sono meno sani dei prodotti di partenza. Ebbene sì, togliere dall’alimento una proteina che, grazie alle sue proprietà elastiche, garantisce la riuscita dell’impasto, presuppone l’aggiunta di altre sostanze, e soprattutto zuccheri, che rendono il prodotto finito più calorico e meno valido in termini di qualità. 

  • Il glutine non fa ingrassare! Spesso il glutine è demonizzato pur non sapendo a quale classe di molecole appartenga. La maggior parte ritiene si tratti di un carboidrato, quindi zucchero, nonostante sia un complesso proteico. A monte di ciò, naturalmente, è da precisare e da scardinare che anche i carboidrati non fanno ingrassare!

  • Escludere il glutine dalla dieta non fa altro che diseducare l’intestino e disabituarlo alla sua introduzione. Questa scelta potrebbe gravarci in seguito, nel momento in cui verrà reinserito, scatenando reazioni avverse e gonfiori. 

 

Sulla base di queste evidenze, il mio consiglio è quello di evitare di intraprendere diete gluten-free a meno che non sia necessario e quindi sia stata eseguita diagnosi del disturbo. 

Ti ricordo che il gold standard per la diagnosi della celiachia è la biopsia duodenale (ma, in precedenza, potrebbe essere utile per il medico effettuare un semplice prelievo del sangue per indagare la presenza di specifici anticorpi) mentre i test genetici sono utili per identificare la predisposizione all’intolleranza al glutine e, da qui, capire con il proprio specialista come procedere. 

Dottoressa Luisa Blandino - Nutrizionista de "Il Villaggio della Salute"

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